
Marzo accoglie la nascita di Jack Kerouac che, assieme ad Allen Ginsberg, Haldon Chase, William Seward Burroughs e Lucien Carr, rappresentò l’anima del movimento della Beat Generation. I giovani della Beat Generation rifiutavano il conformismo della società americana del dopoguerra opponendosi ai valori tradizionali, alle convenzioni sociali, al materialismo e alla vita borghese. Erano attratti dalla libertà, dai viaggi senza meta, dalle esperienze psichedeliche e dalla ricerca spirituale, veicolata in particolare dal buddhismo e dalle filosofie orientali. E se Kerouac è ritenuto uno dei padri di questo movimento culturale, il suo romanzo più celebre – “Sulla strada” – ne è considerato il manifesto e nel tempo ha influenzato generazioni di lettori e scrittori. Si dice che Kerouac lo abbia scritto in sole tre settimane su un unico rotolo di carta da telescrivente lungo 36 metri.
Il romanzo, diviso in cinque parti e – sfidando i tabù del maccartismo – pubblicato nel 1957, racconta la storia di Sal Paradise (pseudonimo dello stesso Kerouac) e del carismatico Dean Moriarty (alter ego dello scrittore Neal Leon Cassady), due giovani inquieti che alla fine degli anni Quaranta attraversano – senza una meta precisa – gli Stati Uniti alla ricerca di libertà, esperienze, nuove forme di espressione ed in generale del significato stesso della vita. Sal, aspirante scrittore newyorkese, è affascinato dalla figura di Dean, un ragazzo selvaggio, impulsivo e magnetico, sempre in movimento ed in costante ricerca di nuove esperienze. I due iniziano un viaggio on the road attraverso l’America del dopoguerra, percorrendo migliaia di chilometri tra New York, Denver, San Francisco, Los Angeles, New Orleans e il Messico. Sul loro percorso incontrano un’umanità varia e affascinante: musicisti jazz, poeti, autostoppisti, lavoratori stagionali e sbandati, che incarnano lo spirito ribelle dell’epoca. Tra le loro esperienze ci sono notti trascorse nei locali jazz di Harlem, lunghe corse in macchina nelle grandi pianure del Midwest, storie d’amore fugaci e momenti di pura esaltazione, alternati a crisi esistenziali e profonde riflessioni sulla condizione umana. Il viaggio diventa così una metafora della ricerca della propria identità. E se per Dean la strada rappresenta il bisogno di movimento incessante, per Sal è l’occasione per comprendere se stesso e il mondo che lo circonda. La loro amicizia, intensa e caotica, si consuma tra entusiasmi e tradimenti, tra illusioni e disillusioni, fino al momento in cui le loro strade si separano per sempre.
di Silvia Corsinovi
Jean-Louis Lebris de Kerouac nasce nel marzo 1922 a Lowell, nel Massachussetts, in una famiglia originaria della comunità francofona del Quebec, tant’è che il piccolo Jack inizia a studiare la lingua inglese solo alla scuola dell’obbligo. Dotato di una straordinaria vena creativa, scrive il suo primo racconto a undici anni. Nonostante le difficili condizioni economiche della famiglia, causate da un tracollo negli affari del padre, il giovane Jack è uno studente modello ed un talentuoso giocatore di football americano, tanto che riesce ad ottenere una borsa di studio e si iscrive alla Columbia University. Purtroppo nell’ottobre 1940, a causa di uno scontro sul campo, si frattura la tibia ed è costretto a rinunciare alla carriera sportiva. Abbandona l’università e decide di arruolarsi in Marina, ma viene presto congedato dopo che gli viene diagnosticata una latente schizofrenia. Si imbarca allora come marinaio su un cargo mercantile. Tornato a New York riprende i contatti con gli ex compagni della Columbia con i quali, come già detto, dà vita ad una vera rivoluzione culturale. Sono gli anni dei lunghi viaggi attraverso gli Stati Uniti, della sperimentazione, dell’uso di alcool e droghe, della ricerca spirituale. Nonostante la grande passione per scrittura, per certi aspetti salvifica, la vita personale di Kerouac fu segnata da problemi di alcoolismo e relazioni tumultuose. Morì il 21 ottobre 1969 a St. Petersburg, in Florida, ma la sua eredità vive ancora oggi, e Kerouac è ricordato come uno dei più importanti scrittori americani del XX° secolo, simbolo di una generazione in costante ricerca di libertà e autenticità.
Nessuna risposta.